Tatuaj temporar Yin Yang, simbol al echilibrului dintre bine și rău

Il tatuaggio delle tre scimmie: «non vedo, non sento, non parlo» e i suoi significati

Le origini giapponesi del motivo «non vedo, non sento, non parlo», il gioco di parole dietro i nomi Mizaru, Kikazaru e Iwazaru, la confusione sulla quarta scimmia e le due interpretazioni moderne del simbolo.

Il tatuaggio delle tre scimmie che si coprono gli occhi, le orecchie e la bocca illustra un antico detto, oggi conosciuto soprattutto come «non vedo, non sento, non parlo». L’immagine deriva da una scultura del XVII secolo presso il santuario Tōshō-gū di Nikkō, in Giappone, e i nomi giapponesi delle scimmie — Mizaru, Kikazaru e Iwazaru — nascondono un gioco di parole che spiega perché l’idea sia stata rappresentata proprio con delle scimmie. I dubbi più frequenti su questo motivo riguardano l’eventuale presenza di una quarta scimmia e il fatto che il suo messaggio possa essere interpretato in due modi quasi opposti. Li chiariremo uno alla volta qui sotto, prima di passare agli aspetti pratici della composizione e del posizionamento.

  • La scultura originale raffigura tre scimmie, non quattro, e si trova nella stalla dei cavalli sacri del santuario Tōshō-gū, a Nikkō.
  • I nomi Mizaru, Kikazaru e Iwazaru derivano da un gioco di parole giapponese, non da una traduzione letterale dell’espressione «non vedo, non sento, non parlo».
  • La quarta scimmia, Shizaru, rappresenta la parte «non faccio il male» di una massima più antica e completa, ma le fonti non concordano sul motivo per cui sia assente dalla scultura di Nikkō.
  • L’espressione può essere interpretata sia come disciplina personale sia — nell’uso occidentale — come una critica a chi ignora deliberatamente un problema.

Da dove viene l’immagine delle tre scimmie

La scultura che ha reso popolare il motivo si trova nella stalla dei cavalli sacri (Shinkyūsha) del santuario Tōshō-gū di Nikkō e risale al XVII secolo; è il secondo di una serie di otto pannelli scolpiti (fonte: Le tre scimmie sagge – Wikipedia). Le scimmie si trovano proprio nella stalla perché, nella tradizione dell’Asia orientale, erano considerate protettrici dei cavalli dalle malattie e dalla sfortuna (fonte: Santuario Nikkō Toshogu – Tabiiro). La filosofia alla base di quei gesti, tuttavia, è più antica della scultura stessa: le sue radici risalgono probabilmente a una massima degli Analecta di Confucio, giunta in Giappone attraverso gli insegnamenti del buddhismo Tendai provenienti dalla Cina, durante il periodo Nara. La scultura è tradizionalmente attribuita all’artigiano Hidari Jingorō, ma le opere associate a questo nome coprono quasi tre secoli: è un indizio del fatto che il nome funzionasse più come firma collettiva di diversi artigiani di alto livello che come identità di una sola persona (fonte: Le tre scimmie sagge del santuario Toshogu – Tourist Japan).

Che cosa significano Mizaru, Kikazaru e Iwazaru e il gioco di parole dietro i loro nomi

I tre gesti hanno un significato immediato: Mizaru si copre gli occhi e non vede il male, Kikazaru si copre le orecchie e non sente il male, mentre Iwazaru si copre la bocca e non parla del male (fonte: Le tre scimmie sagge di Nikkō – Nippon.com). I loro nomi, però, non sono una traduzione di questi gesti, ma il risultato di un gioco di parole: il suffisso negativo «-zaru» (che significa «non») ha lo stesso suono della forma sonorizzata della parola «saru» (猿, scimmia), usata nelle parole composte. In pratica, l’espressione mizaru-kikazaru-iwazaru ha assunto naturalmente l’aspetto di una scimmia perché i due suoni coincidevano, non perché le scimmie avessero un legame originario con l’idea di «non vedere, non sentire, non parlare».

Perché proprio questi tre gesti e non altri

Il pannello delle tre scimmie fa parte di una storia composta da otto scene scolpite a Tōshō-gū, che ripercorrono le fasi della vita di una persona; questo pannello rappresenta l’infanzia, l’età in cui si è più curiosi e più esposti alle influenze esterne e, quindi, si ha più bisogno di esserne protetti (fonte: Santuario Nikkō Toshogu – Tabiiro). Questo spiega perché la lezione scelga proprio i tre sensi attraverso cui ci arrivano le influenze esterne: ciò che vediamo, ciò che sentiamo e ciò che scegliamo di ripetere agli altri.

La quarta scimmia e i dubbi più frequenti

Nella sua forma completa, la massima confuciana alla base dell’immagine ha quattro parti, non tre: la quarta è, approssimativamente, «non compiere alcun gesto contrario alle buone maniere», di solito interpretata come «non faccio il male». A volte questa quarta idea è rappresentata da una scimmia in più, chiamata Shizaru o Sezaru, di solito raffigurata con le braccia incrociate o le mani sul ventre. Non compare, però, nella scultura originale di Nikkō e la fonte che documenta questo pannello con il maggior livello di dettaglio propone due possibili spiegazioni della sua assenza, senza confermare che una delle due sia quella corretta: la prima collega l’assenza della scimmia alla superstizione legata al numero quattro nella cultura giapponese, dove quattro (shi) si pronuncia come «morte» — una ragione sufficiente per evitare questo numero in un santuario; la seconda sostiene che il suo gesto, di solito interpretato come un riferimento a una condotta sconveniente, sarebbe stato considerato inappropriato da scolpire in un luogo sacro (fonte: Santuario Nikkō Toshogu – Tabiiro). Nessuna delle due spiegazioni è confermata come l’unica corretta, quindi è più corretto considerarle ipotesi concorrenti, non fatti accertati. Ciò che è certo è che nel santuario originale ci sono esattamente tre scimmie, nell’ordine vista-udito-parola: qualsiasi versione con quattro figure o con un ordine diverso è già un adattamento successivo, non l’originale.

Dalla massima confuciana al simbolo moderno: che cosa significa davvero

Anche se le sue radici affondano in una massima confuciana trasmessa in Giappone attraverso il buddhismo, il motivo è ormai da tempo un simbolo culturale ampiamente diffuso, non una pratica legata a uno specifico culto religioso, e le sue interpretazioni si sono moltiplicate con la popolarità internazionale dell’immagine. Il significato originario riguarda la disciplina personale: non esporsi deliberatamente a influenze, pettegolezzi o cattivi esempi, soprattutto negli anni in cui si sta crescendo. È una lezione su ciò che scegli di guardare, ascoltare e ripetere, non sull’ignorare problemi reali. Nella cultura popolare occidentale, però, la stessa immagine è spesso usata con un significato quasi opposto: per descrivere chi «chiude gli occhi» di proposito davanti a un’ingiustizia o a un problema che dovrebbe riconoscere (fonte: Le tre scimmie sagge – Wikipedia). Se vuoi un tatuaggio, vale la pena decidere in anticipo quale delle due interpretazioni vuoi comunicare, perché questo cambia l’enfasi da dare ai gesti, al numero di scimmie e all’eventuale testo che accompagna il disegno.

Come scegliere la composizione e il posizionamento del tuo design

Il numero di scimmie nel design dipende innanzitutto dal messaggio scelto: la versione classica, con tre figure, resta fedele alla scultura originale e all’interpretazione legata alla disciplina personale; puoi aggiungere la quarta scimmia, Shizaru, se vuoi completare la massima e sottolineare «non faccio il male», sapendo che si tratta di un’aggiunta successiva e non di una parte della scultura originale di Nikkō.

Le dimensioni e il posizionamento contano tanto quanto il numero di figure. Una composizione orizzontale, con tre piccole sagome e linee pulite, si legge bene sul polso o sull’avambraccio, dove i gesti restano chiari anche da lontano. Una versione più ampia, con più dettagli intorno alle scimmie, trova spazio più facilmente sulle costole o sulla scapola, dove la superficie permette una composizione più complessa senza appesantire il design.

Prima di prendere qualsiasi decisione permanente, puoi vedere esattamente come appaiono le dimensioni e il posizionamento scelti indossando un tatuaggio temporaneo — la stessa logica che consigliamo anche nella guida per chi sta valutando il suo primo tatuaggio permanente — anche con un design personalizzato, realizzato in base alla composizione e al numero di scimmie che hai scelto.

Tatuaggio temporaneo Yin Yang, simbolo dell’equilibrio tra bene e male
Il design Yin Yang è una scelta complementare per chi è attratto dall’idea di equilibrio che sta alla base delle tre scimmie.

Se vuoi dare più risalto alla protezione che all’equilibrio, un altro design illustrativo del catalogo sviluppa la stessa idea: quella di creare deliberatamente una barriera contro le influenze negative.

Tatuaggio temporaneo con una Mano Protettrice, simbolo di protezione dalle influenze negative
Un design a tema protettivo, adatto come complemento al motivo delle tre scimmie.

Per scoprire altri simboli con una simile rilevanza culturale, il nostro glossario dei significati dalla A alla Z raccoglie spiegazioni per decine di motivi, mentre la guida sui tatuaggi a tema buddhista approfondisce il contesto culturale da cui proviene anche questo tipo di iconografia. Se ti interessa il motivo soprattutto per il suo aspetto religioso o culturale, la guida ai simboli religiosi nei tatuaggi temporanei mostra come trattiamo questi temi con rispetto, indipendentemente dalla loro origine.

Al di là di qualsiasi battuta su «non vedo, non sento, non parlo», le tre scimmie restano un motivo con una storia chiara e verificabile: una scultura giapponese del XVII secolo, un gioco di parole che ha trasformato una massima in un’immagine e due interpretazioni moderne tra cui puoi scegliere consapevolmente prima di decidere la composizione. Puoi provare temporaneamente proprio il numero di scimmie, le dimensioni e il posizionamento che hai scelto, senza alcuna pressione, prima di pensare a una versione permanente.