Designul Spectacol cu două măști de teatru, aplicat pe piele

Tatuaggio La Catrina: significato e origini del Día de los Muertos

La Catrina nacque come caricatura di Jose Guadalupe Posada e diventò la figura attuale solo grazie al murale di Diego Rivera. L’articolo ne spiega le origini, il ruolo nel Día de los Muertos, le differenze con Halloween e gli stili e le dimensioni più adatti.

La Catrina è l’elegante figura con il teschio e l’ampio cappello decorato di fiori che si vede ovunque durante il Día de los Muertos messicano, e il suo volto ha una storia precisa: nacque come caricatura politica e solo decenni dopo diventò il simbolo che oggi appare su poster, murales e persino sulla pelle. Chi desidera un tatuaggio La Catrina farà bene a conoscerne le origini prima di scegliere stile e posizione, perché questo soggetto porta con sé un significato culturale che va oltre un bel disegno a forma di teschio.

  • La Catrina nacque da una caricatura critica della società realizzata da Jose Guadalupe Posada e diventò la figura che conosciamo oggi, con cappello e abito, solo grazie al murale di Diego Rivera.
  • Fa parte del Día de los Muertos, una festa che unisce tradizioni indigene ed elementi cattolici e che dal 2008 è iscritta dall’UNESCO tra i patrimoni culturali immateriali.
  • Il soggetto si distingue intenzionalmente da un costume di Halloween, perché esprime lutto e ricordo invece di cercare un effetto spaventoso.

Le origini di La Catrina: dalla satira di Posada all’icona di Rivera

Il grafico messicano Jose Guadalupe Posada incise su zinco la Calavera Garbancera intorno al 1910-1912, prendendo di mira i messicani che rinnegavano le proprie origini indigene e imitavano invece la moda delle classi agiate europee. In questa prima versione, la figura indossava soprattutto un elaborato cappello, una frecciata diretta proprio a quell’atteggiamento (fonte: La Calavera Catrina, Wikipedia).

Solo nel 1946/47 Diego Rivera le diede un corpo completo e una gonna tehuana nel suo murale "Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central". A quel punto il nome Catrina era già in circolazione, attestato in un libro pubblicato nel 1930, ma fu il murale di Rivera a rendere la figura così famosa da legare definitivamente il nome a lei. La figura si allontanò così dalla pura satira di classe: attraverso il linguaggio visivo indigeno del murale, Rivera le attribuì un nuovo significato come simbolo nazionale, che da allora rappresenta soprattutto l’identità messicana e la continuità culturale, più che la satira originaria delle Garbanceras (fonte: La Calavera Catrina, Wikipedia). Chi sceglie questo soggetto oggi richiama dunque questa evoluzione lunga oltre un secolo, dalla caricatura all’icona, e non un teschio qualunque e intercambiabile.

La Catrina nel contesto del Día de los Muertos

Per inquadrare correttamente la figura, vale la pena dare uno sguardo alla festa a cui appartiene. Il Día de los Muertos si è sviluppato a partire dalle pratiche degli Aztechi, dei Toltechi e dei Nahua, che consideravano la morte una parte naturale della vita, e dal XVI secolo si è intrecciato con elementi cattolici arrivati in Messico con la colonizzazione spagnola (fonte: Day of the Dead: History, Traditions, and Symbols, National Geographic). Si celebra l’1 e il 2 novembre, con altari (ofrendas), fiori di calendula, che si ritiene guidino le anime dei defunti a casa, e teschi di zucchero (fonte: Day of the Dead: History, Traditions, and Symbols, National Geographic).

Nel 2008 l’UNESCO ha inserito la tradizione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, proprio perché sostiene l’identità indigena e la continuità culturale delle comunità coinvolte, che celebrano come idea centrale il ritorno temporaneo dei familiari defunti (fonte: Indigenous festivity dedicated to the dead, UNESCO). In questo contesto, La Catrina non è un simbolo spaventoso a sé stante, ma una delle varie figure con cui la festa rende visibili il ricordo, il rispetto e la convivenza con la morte.

Non è un costume di Halloween: usare il soggetto con rispetto

Poiché il trucco con teschi di zucchero e i motivi scheletrici ricordano visivamente Halloween, nella vita quotidiana le due feste vengono spesso confuse. Dagli anni Settanta e Ottanta, le comunità latinoamericane negli Stati Uniti e in Messico sottolineano espressamente che il Día de los Muertos «non è un Halloween messicano», per proteggere il suo significato di rito commemorativo da una banalizzazione che ne lascerebbe solo l’effetto spaventoso (fonte: Day of the Dead is taking on Halloween traditions, The Conversation).

Per un tatuaggio personale, questo significa concretamente che il disegno rende omaggio alla festa e alla vita, invece di essere un motivo horror. Conviene mantenere la rappresentazione curata e dignitosa che Rivera ha contribuito a definire, evitando di aggiungere schizzi di sangue finti, zanne o altri accessori da costume che sposterebbero il soggetto verso un effetto spaventoso di poco conto e ne nasconderebbero il significato autentico.

Tre stili per un disegno di La Catrina

Poiché La Catrina si basa su dettagli raffinati come il colletto di pizzo, la corona di fiori e le orbite espressive, lo stile scelto influisce molto sulla leggibilità di questi particolari nel tempo. Tre approcci si adattano particolarmente bene al soggetto.

Fineline

Il fineline utilizza linee sottili e precise ed è adatto ai motivi simili al pizzo che spesso vengono disegnati sul cappello e sul colletto di Catrina. Mantiene il disegno grafico e discreto, ma richiede una superficie sufficiente perché le linee sottili non si confondano tra loro.

Illustrativo

Lo stile illustrativo consente ombreggiature più piene e l’uso del colore, avvicinandosi così all’impressione complessiva pittorica resa celebre da Rivera. È particolarmente adatto quando si vuole che fiori, abito e cappello formino un’immagine unica, anziché un semplice disegno a linee.

Dotwork

Il dotwork crea texture e ombre con singoli punti e si presta a un’interpretazione più grafica, maggiormente incentrata sul teschio stesso. La tecnica accentua i contrasti tra aree chiare e scure e per questo spesso risulta un po’ più essenziale rispetto alla variante illustrativa.

Scegliere dimensioni e posizione in base al livello di dettaglio

La scelta dello stile è strettamente legata alle dimensioni e alla posizione. Una versione ricca di dettagli, con cappello, colletto di pizzo e fiori, ha bisogno di spazio sufficiente, per esempio sull’avambraccio, sul braccio o sulla schiena, affinché i singoli elementi restino ben riconoscibili anche dopo un po’ di tempo. Una versione semplificata, che si limita al volto con il teschio, funziona invece anche su aree più piccole come il polso o la caviglia, ma rinuncia ai raffinati dettagli simili al pizzo che altrimenti caratterizzano il soggetto.

Chi vuole approfondire quali dimensioni siano generalmente adatte alle diverse parti del corpo può trovare le informazioni di base nella guida alle dimensioni dei tatuaggi temporanei, invece di affidarsi a misure non verificate fornite da questo articolo.

Provare con calma il soggetto prima di un tatuaggio permanente

Al momento non c’è ancora in assortimento un disegno che riproduca La Catrina stessa in modo identico, ma il soggetto Spettacolo gioca proprio con la tensione tra lutto e gioia che caratterizza anche il Día de los Muertos, ricorrendo però a due classiche maschere teatrali invece che a un teschio. È quindi un buon modo per vedere prima sulla pelle come risultano le dimensioni e la posizione di un disegno altrettanto dettagliato e ricco di significato, come tatuaggio temporaneo o semipermanente, prima ancora di decidere se fare qualcosa di permanente.

Disegno Spettacolo con due maschere teatrali applicato sulla pelle
Spettacolo esprime la stessa tensione tra lutto e gioia del soggetto La Catrina, qui attraverso due maschere teatrali.

Chi invece desidera una propria rappresentazione di La Catrina il più fedele possibile può rivolgersi ai disegni per tatuaggi personalizzati, mentre la collezione di motivi con maschere offre un buon punto di partenza per disegni affini e di analoga profondità simbolica. In ogni caso, un disegno temporaneo o semipermanente mostra come soggetto, dimensioni e posizione risultano sulla propria pelle, ma non dice nulla su quanto sarebbe doloroso, quanto durerebbe o come apparirebbe, guarirebbe o verrebbe tollerato in seguito un tatuaggio permanente.

Prima ancora di orientarsi verso un soggetto permanente, vale la pena consultare la guida al primo tatuaggio, che spiega in generale come scegliere disegno e posizione, e l’articolo su perché vale la pena provare prima di fare un tatuaggio permanente. Chi vuole sapere nello specifico quanto dura una versione semipermanente e come svanisce può trovare informazioni precise nella guida ai tatuaggi semipermanenti, invece di affidarsi qui a stime.

Chi cerca altri simboli con una storia propria, oltre a La Catrina, li troverà nella panoramica in preparazione significati dei tatuaggi dalla A alla Z. E chi è interessato in generale ai motivi tatuati con radici culturali può scoprire un altro esempio nei simboli dei tatuaggi dacici, che mostrano come un soggetto diventi davvero comprensibile solo nel contesto della propria tradizione, distinto da quello messicano di La Catrina.