Il tatuaggio Malabar fa pensare a quelle piccole immagini di carta che un tempo si trovavano nelle confezioni dell’omonima gomma da masticare e si applicavano sulla pelle con un po’ d’acqua. Questi tatuaggi di carta sono scomparsi dalle confezioni da molto tempo, ma il principio del trasferimento a umido che sfruttavano ha ispirato prodotti oggi molto più evoluti, come i tatuaggi temporanei InkLabs, che offrono una durata, un risultato e una scelta di motivi superiori. Se questo ricordo d’infanzia ti è tornato in mente di recente, nelle sezioni seguenti scoprirai da dove nasce, cosa è davvero cambiato da allora e come accelerare la scomparsa di un tatuaggio temporaneo attuale, se ne hai uno.
- Il tatuaggio Malabar era un trasferibile di carta comparso nelle confezioni nel 1969, con motivi che sono cambiati più volte nel corso dei decenni.
- Il suo principio di base, un’immagine che si stacca grazie all’acqua, è simile a quello dei tatuaggi temporanei attuali, anche se il risultato e la durata sono del tutto diversi.
- Un tatuaggio InkLabs ha un colore chiaro subito dopo l’applicazione, poi si scurisce nell’arco di 24-36 ore e dura fino a 15 giorni, a seconda della zona e dell’uso che se ne fa.
- Per farlo scomparire più rapidamente, l’esfoliazione delicata e l’acqua tiepida sono più efficaci dell’alcol concentrato o dell’acetone, che danneggiano la pelle senza accelerare granché il processo.
Il tatuaggio Malabar, un piccolo rituale d’infanzia
Malabar è un marchio francese di gomme da masticare lanciato alla fine degli anni Cinquanta dalla società Kréma (fonte: Malabar (chewing-gum) — Wikipédia). Le piccole immagini da tatuare sono comparse nelle confezioni un po’ più tardi, nel 1969, e il primo personaggio a illustrare le serie è stato Monsieur Malabar. Nel corso dei decenni i temi sono poi cambiati più volte: si è passati, tra gli altri, dallo sport agli animali e all’universo dei detective, prima che nel marzo 2011 il personaggio Mabulle prendesse il suo posto (fonte: stesso articolo). Per questo motivo, due adulti cresciuti in periodi diversi non pensano necessariamente allo stesso motivo quando rievocano questo ricordo.
Ciò che rendeva divertente questo rituale non era la finezza del risultato sulla pelle, piuttosto semplice, ma il gesto in sé: bagnare la carta, applicarla, poi confrontare e scambiare i motivi con gli altri bambini, un po’ come si faceva con le figurine da collezione. Alcuni ricordano anche di aver disegnato il proprio tatuaggio con un pennarello, una pratica casalinga descritta nel dettaglio da Disegnare da soli un tatuaggio temporaneo con pennarello e stencil, per chi oggi vuole ritrovare proprio quel gesto.
Come funzionava questo tatuaggio trasferibile
Dal punto di vista tecnico, questo tipo di tatuaggio si basa su un principio piuttosto semplice: il motivo viene stampato al contrario su una carta speciale e, una volta bagnato, si stacca dal supporto e si trasferisce sulla pelle. Lo stesso principio del trasferimento con l’acqua è ancora utilizzato oggi in molti tatuaggi temporanei destinati al grande pubblico, in particolare quelli venduti in fogli per bambini. La differenza si nota soprattutto nella durata: poiché l’immagine resta sulla superficie della pelle senza penetrarvi, scompare rapidamente al primo lavaggio un po’ energico o dopo qualche sfregamento contro un indumento. Non si tratta di un difetto di fabbricazione: è la natura stessa della classica carta transfer, pensata per un uso occasionale e non per durare diversi giorni. È proprio questo punto di partenza comune, un’immagine che si trasferisce grazie all’acqua, a permettere un confronto onesto tra questo ricordo d’infanzia e i tatuaggi temporanei attuali, in particolare quelli di InkLabs, senza sostenere che funzionino allo stesso modo.
Cosa è cambiato con i tatuaggi temporanei di oggi
Da InkLabs l’applicazione si fa ancora con l’acqua, ma prevede alcuni passaggi in più, che spiegano perché il risultato dura più a lungo. Per prima cosa si esfolia leggermente la zona, poi si rimuove la pellicola protettiva del motivo e lo si posiziona con il lato adesivo a contatto con la pelle; quindi bisogna inumidire la zona per circa un minuto prima di staccare il supporto di carta (fonte: Come funziona — InkLabs). Anche i motivi attuali sono pensati per durare e sono disponibili in stili diversi, dalle linee sottili alle illustrazioni, passando per gli animali, invece di essere scelti a caso da una confezione. Un motivo discreto come la farfalla Farfalla dà una buona idea di un piccolo formato pensato per provare una posizione, più che per un risultato d’effetto.
Perché il colore si scurisce con il tempo
A differenza del tatuaggio Malabar, il cui motivo appariva subito nel suo colore definitivo, un tatuaggio InkLabs ha un colore chiaro e bluastro appena applicato, poi si scurisce gradualmente nell’arco di 24-36 ore, fino a diventare blu-nero e assomigliare a un vero tatuaggio. Questo intervallo non è un difetto: corrisponde al tempo necessario al pigmento per stabilizzarsi negli strati superficiali della pelle, un meccanismo descritto nel dettaglio in la spiegazione completa della scienza dell’inchiostro semipermanente e del suo sviluppo sulla pelle. Per capire più in generale in che modo questo tipo di inchiostro si distingue da un semplice pigmento superficiale, una guida completa al funzionamento dei tatuaggi semipermanenti InkLabs riprende la questione dall’inizio.
Quanto dura e come si rimuove
Un tatuaggio InkLabs dura fino a 15 giorni, ma la durata effettiva dipende soprattutto dalla zona di applicazione, dalla frequenza dei lavaggi e dallo sfregamento quotidiano: i punti più sollecitati, come le mani o i polsi, sbiadiscono più in fretta rispetto alla parte superiore del braccio o alla spalla. Questa durata dipende dal fatto che il pigmento penetra leggermente nella pelle, invece di restare soltanto in superficie; per questo resiste all’acqua della doccia, della piscina o del mare, mentre il classico trasferibile di carta spariva al primo lavaggio un po’ energico.
Per accelerare la scomparsa di un tatuaggio temporaneo attuale, l’esfoliazione delicata resta il metodo più affidabile: in genere bastano lavaggi più frequenti con acqua tiepida, un po’ di olio di cocco o di mandorle sulla zona e un leggero sfregamento con l’asciugamano dopo la doccia per far scomparire prima il motivo. È invece meglio evitare l’alcol concentrato, l’acetone, la candeggina e qualsiasi altro solvente: questi prodotti aggrediscono la pelle senza accelerare davvero il risultato. Per una spiegazione più completa, passo dopo passo, la guida dettagliata per far scomparire un tatuaggio semipermanente illustra ogni passaggio nell’ordine.
Ritrovare oggi quel piacere d’infanzia
Scegliere oggi un motivo piccolo permette di ritrovare lo stesso gesto giocoso dell’infanzia, questa volta con un disegno scelto invece che preso a caso da una confezione. Il formato mini è particolarmente adatto a questo uso: dà il tempo di valutare una posizione prima di scegliere un motivo più grande, un po’ come quando da bambini si provavano disegni diversi. Per chi vuole andare oltre questo semplice richiamo nostalgico, alcuni consigli per scegliere il primo tatuaggio e la posizione giusta aiutano a valutare la scelta con maggiore attenzione.
È anche possibile scegliere un motivo personalizzato, per chi vuole richiamare un ricordo preciso invece di optare per un disegno generico. Nel frattempo, la collezione di tatuaggi temporanei in formato mini è un buon punto di partenza per provare una prima posizione, proprio come da bambini si provava un motivo Malabar sul braccio.


